La finestrella di oggi è molto grande perché deve contenere dei giganti, per la precisione i Giganti di Mont'e Prama. Stiamo parlando delle straordinarie e affascinanti statue, dalle fattezze colossali e grandi occhi rotondi e immobili, ma profondamente vivi, che si trovano a Cabras in Sardegna, e che fanno parte di una delle scoperte archeologiche più importanti del Novecento.
Era il marzo 1974 quando Sisinnio Poddi, un contadino che stava arando un campo, scoprì i primi frammenti di quello che, una volta ricomposto, si rivelò essere un complesso scultoreo risalente al periodo compreso tra la seconda metà del IX secolo a. C. e la prima metà dell’VIII, datazione che colloca queste statue tra le sculture più antiche del Mediterraneo. Si tratta di una intera necropoli, in cui fino a ora sono stati ritrovati più di cento giganti, raffiguranti arcieri, pugilatori e guerrieri, oltre a modelli di nuraghe.
Nelle opere si nota anche un’influenza orientale, riconducibile all’area che corrisponde al nord della Siria. I giganti ci raccontano la storia di un Mediterraneo che si apre e testimonianze come queste (molte proprio in Sardegna) rivelano le nostre radici e la nostra essenza più profonda.
E a proposito di storie, qui ce n'è una molto particolare.
* a fianco le foto scattate da chi scrive al Museo di Cabras, in cui spiccano le ricostruzioni in 3D delle statue e di come poteva essere il villaggio nuragico.
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